15 agosto 2012

Just a lonely day



 Queste parole le scrivo nell’approssimarsi per me dell’esperienza del trapasso. Non saprei come altro definire la morte. Sto cercando di non averne paura. Nessuno ci educa alla morte, forse nessuno ci educa alla vita. 

Novembre 2003; mi viene diagnosticato un carcinoma epidermide, K base lingua con metastasi alle ghiandole latero-cervicali. Si susseguono un paio di ricoveri per sottopormi ad indagini diagnostiche (biopsia-tac-etc.). Il 29 Dicembre intraprendo un ciclo di radioterapia mirata, che terminerò il 17 Febbraio, stando sempre in ospedale. Gli effetti della radioterapia sono devastanti: il sistema immunitario è fortemente compromesso inoltre non posso deglutire cibo solido quindi mi sto alimentando solo con liquidi, brodi, pastina, latte, integratori. Riuscirò a mangiare un po’ di cibo solido dopo un paio di mesi dalla fine della radioterapia ma ho perso molti chili di peso e riesco a recuperarne ben pochi. 

15 aprile 2004 in seguito ad una visita di controllo mi viene comunicato dal resp. dell’ambulatorio di oncologia medica dell’IST di Genova che sono incurabile…non posso più sottopormi a radioterapia a causa dei forti danneggiamenti subiti sia nella zona irradiata sia al sistema immunitario, non si può intervenire chirurgicamente, posso solo fare terapia del dolore. 

Avevo riposto le mie poche forze nella possibilità di curarmi, mi sono sottoposta alla radioterapia, poi l’intervento alla mammella per togliere subito un altro carcinoma, ma ciò è servito solo a prolungare ancora un po’ la mia vita da incurabile. Non so per quanto tempo ancora, forse mesi, forse un anno, forse… dovrei parlarne con i miei cari, cercare di predisporli… a cosa? Io in questo momento sono molto egoista perché vorrei tutte le loro attenzioni, ho un grande bisogno di sostegno e sono suscettibile e ansiosa. Come faccio a chiedere loro di starmi vicino in questo momento, cosa è meglio per loro? Chi può rispondere a queste domande? 

Nei mesi successivi i dolori sono insopportabili e riesco a mangiare sempre meno, le sofferenze sono palpabili anche sui miei cari, il mio compagno piange spesso insieme a me, mio figlio vaga come un fantasmino impaurito. Soffre, lavora, gioca a GTA. È la persona più in gamba che io abbia mai conosciuto, so che farà grandi cose, che le persone che avrà accanto gli vorranno bene e so che se la caverà, sempre. 


10 Giugno 2004; dopo essermi sottoposta alla visita medico-legale per ottenere l’invalidità totale più l’accompagnamento, mi ricovero nuovamente in seguito al protrarsi di formazioni tumorali nel cavo oro-faringeo. L’indomani vengo sottoposta a tracheotomia urgente. 
Ancora un po’ di tempo in più…, ma in questo tempo non mancano le febbri, i dolori, le limitazioni, le frustrazioni ed ogni tipo di sofferenza immaginabile per me e per i miei cari. 

Cerco di reagire positivamente sempre e comunque, mi invento lo shopping come unica fonte di gratificazione e cerco di curare questo corpo come mai prima mi era successo di fare. 
Ma il mio pensiero volge sempre da una parte: cosa succederà? Come prepararsi? 

L’unica cosa che mi viene in mente adesso è basta sofferenze! 
Se fosse possibile vorrei una morte dolce dopo quest’amara vita! 

Grazie ragazzi per tutto quello che state facendo per me, vi amo, siete la mia ragione di essere ancora qui. 

Lilia.


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