16 settembre 2010

Intervista: Geek Queer

Ritorna "Le interviste di Drink!", la rubrica di fronte alla quale anche Indro Montanelli s'inchinerebbe, se solo fosse ancora vivo e in grado di genuflettersi senza rompersi le tibie.

Ospite odierno è Luca di Geek Queers, il primo blog videoludico italiano sulla rappresentazione gay, lesbica e transgender nei videogiochi.
Roba forte, mica chiacchere e distintivo, o TG1, che dir si voglia.


Emix: Esimo amico videogiocante, benvenuto su Drink! il primo blog videoludico cancerogeno alla liquirizia. Per iniziare puoi presentarti alla platea di debosciati che legge le mie cazzate raccontadoci qualcosa su di te, oppure puoi scrivere parole a caso con una parvenza di coerenza logica tra di loro.
Puoi fare entrambe le cose contemporaneamente, a dirla tutta.
Io lo faccio spesso di scrivere parole a caso.
Pare funzioni.

Luca: Geekqueer è il primo progetto italiano di un blog sulla rappresentazione gay, lesbica e transgender nei videogiochi, con la speranza di creare un punto di aggregazione tra gaymers.
Con studio, ricerca, interviste, test e segnalazioni, stiamo cercando di fare una mappatura di tutto quello che di gay c'è nel mondo videoludico, cercando di scrivere una storia glbt (gay, lesbica, bisessuale e transgender) dell'intrattenimento elettronico.
Questo è quello che diciamo in pubblico, poi in realtà abbiamo aperto il blog per lo stesso motivo per cui tutti aprono un blog, ovvero per rimorchiare.

Emix: Oltre che essere gay, sei anche comunista?

Luca: I gay di destra sono figure mitologiche dell'assurdo come i minotauri, i centauri e figli immortali di falegnami e vergini. Immagino che questo sia contestabile, e che tu possa dirmi: "Ehi GQ ma mio cugino è gay ed è pure di destra!". Anche mio cugino crede di essere Leni Rifenstahl ma questo non vuol dire che sia possibile.

Si, sono un autore di Lega Nerd. E voi no, gne gne gne.

Emix: Nessun gay ci ha mai provato con me, tranne un uomo che mi ha offerto 100 euro per accettare un passaggio. Certo, è un concetto più vicino all'adescamento che al corteggiamento, inoltre non è detto che fosse gay, ma sono sottigliezze, la mia autostima ne ha comunque giovato.
Credi che sia la mancanza di autostima ad alimentare la follia dei singoli o che siano i singoli ad alimentare l'autostima della follia?

Luca: Ci pensavo proprio l'altro giorno, alla finestra. E mentre ero lì che rimuginavo sul tuo quesito ho visto una vecchia che per la troppa curiosità, si è sporta dalla finestra ed è caduta sfracellandosi. Il rumore ha richiamato alla finestra un'altra vecchia che si è messa a guardare giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, si è sporta troppo anche lei dalla finestra ed è caduta sfracellandosi. Poi da un'altra finestra è caduta una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta. Quando è caduta la sesta vecchia mi sono stancato di stare a guardare, e sono arrivato alla conclusione che quell'uomo in macchina probabilmente ti ha scambiato per tuo cugino gay di destra.

Emix: Ragionamento impeccabile. Domandone: qual è il posto più strano in cui hai fatto l'amore? (e non dire "in una vagina!" che non fa ridere.)

Luca: Credimi, l'intestino crasso di un uomo rimane comunque il posto più strano dove fare all'amore. Ma è sempre divertente e confortevole. Io per esempio ti sto scrivendo proprio da lì.

Emix: Gira che ti rigira il culo piace sempre a tutti.
Parliamo di videogiochi, giusto per non perdere il vizio e per lasciar intendere che noi siamo esperti sull'argomento mentre tutti gli altri sono delle merde.
Escludendo l'ovvio Knuckle Basher (ovvio per noi esperti, mica per voi. Merde.), la versione di Singstar dedicata agli Abba, il gioco in flash dell'unicorno rosa e tutti gli episodi della serie Mario Bros, quali sono a tuo insindacabile giudizio i tre videogiochi più gay della storia?

Luca: Ho istituito un premio per questo, che inizieremo a dare sul blog ogni mese: il premio si chiama "Pavoncella Malva Award", e se dovessi darlo ai tre giochi più gay della storia sarei molto indeciso tra "Muscle March" WiiWare, "Dance on Broadway" Wii e "Singstar Anthem" PS3 e X360. Dico questi perchè non sono semplici titoli per un pubblico gay, pensati (sicuramente) da gay, bensì sono opere complessissime di proselitismo omosessuale che farebbero diventare gay chiunque al terzo minuto di gioco.

Emix: Questo potrebbe spiegare l'esistenza di omosessuali di destra nonchè di mio cugino. Illuminante.
Siamo giunti alla fine, grazie per aver accettato di rispondere a questa farsa. Congedati scrivendo quello che ti pare, senza dimenticare di lodare Drink! in modo stucchevole ma originale.

Luca: Se pensate alla forma e alle vibrazioni del controller della vostra Wii, capirete anche voi che Geekqueer è un blog indispensabile e necessario. E quelli di Drink! lo sanno bene...

A seguire vignetta non necessarimente correlata:



10, 100, 1000 
Drink! il primo blog videoludico gay-friendly, esattamente come la Nintendo.